La Divina Commedia · Atlante
Prima cantica

Inferno

Il primo regno: la voragine dalla selva al centro della terra.

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Tavola d’apertura

L’ingresso nella voragine

Tavola 1 · L’ingresso nella voragine · Inferno I-III

Tavola 1 · L’ingresso nella voragine · Inferno I-III

Dalla selva alla porta: osserva il colle illuminato che Dante non riesce a salire e la porta che si apre verso il basso.

La mappa del regno

L’Inferno

Mappa 1 · L’Inferno: cerchi, fiumi e custodi · Inferno I-XXXIV

Mappa 1 · L’Inferno: cerchi, fiumi e custodi · Inferno I-XXXIV

La voragine in sezione, dall’Antinferno a Cocito: per ogni cerchio i peccatori, il custode e i canti; i quattro fiumi in azzurro.

Gli schemi dei canti

Tre luoghi da vicino

Schema · Il Limbo e il nobile castello · Inferno IV, vv. 106-111

Schema · Il Limbo e il nobile castello · Inferno IV, vv. 106-111

Il primo cerchio visto dall’alto: osserva le sette mura, il fiumicello che le difende e il prato dove siedono gli spiriti magni.

Apri e ingrandisciNel libro: p. 38
Schema · Malebolge: le dieci bolge e i ponti · Inferno XVIII, vv. 1-18

Schema · Malebolge: le dieci bolge e i ponti · Inferno XVIII, vv. 1-18

L’ottavo cerchio visto dall’alto: osserva i dieci fossati concentrici, i ponti di roccia che li scavalcano e il pozzo al centro.

Apri e ingrandisciNel libro: p. 128
Schema · Cocito: le quattro zone del ghiaccio · Inferno XXXII-XXXIV

Schema · Cocito: le quattro zone del ghiaccio · Inferno XXXII-XXXIV

Il lago gelato visto dall’alto: osserva le quattro zone dei traditori e Lucifero al centro.

Apri e ingrandisciNel libro: p. 222
Le scene

Quattro scene dell’Inferno

Ogni tavola illustra solo ciò che i versi nominano. Leggi i versi, poi osserva la scena con la scheda.

Tavola 4 · Inferno I, vv. 61-66

La lupa e l’ombra di Virgilio

Mentre ch’i’ ruinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.63
Quando vidi costui nel gran diserto,
«Miserere di me,» gridai a lui
«qual che tu sii, od ombra od uomo certo!»66
Osserva la tavola

La lupa ha appena respinto Dante verso la selva (vv. 58-60). Mentre lui precipita, compare una figura che pare fioca «per lungo silenzio» (v. 63): è Virgilio, ma Dante non lo sa ancora. Nella lettura più diffusa è il silenzio della sua poesia, o della ragione in Dante. Il primo grido del poema è una preghiera in latino, «Miserere di me» (v. 65), rivolta a chi può essere «od ombra od uomo certo» (v. 66). La lupa della tavola è magra, come nei vv. 49-50.

Nel libro: Inferno I, La selva oscura: le tre fiere e Virgilio, p. 17

Tavola 5 · Inferno III, vv. 52-69

Gli ignavi dietro l’insegna

E io, che riguardai, vidi una insegna
che girando correva tanto ratta,
che d’ogni posa mi pareva indegna;54
e dietro le venia sì lunga tratta
di gente, ch’i’ non averei creduto
che morte tanta n’avesse disfatta.57
Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l’ombra di colui
che fece per viltà il gran rifiuto.60
Incontanente intesi e certo fui
che questa era la setta de’ cattivi,
a Dio spiacenti ed a’ nemici sui.63
Questi sciaurati, che mai non fur vivi,
erano ignudi, stimolati molto
da mosconi e da vespe ch’eran ivi.66
Elle rigavan lor di sangue il volto,
che, mischiato di lagrime, ai lor piedi
da fastidiosi vermi era ricolto.69
Osserva la tavola

Appena varcata la porta, Dante vede una fila interminabile di anime che corre dietro a un’insegna senza mai fermarsi. Sono gli ignavi, che in vita non presero mai parte. È il contrappasso, la corrispondenza fra la colpa e la pena: chi non seguì una bandiera ne insegue una per sempre. Chi visse una vita piccola è punto da vespe e mosconi (vv. 64-66). L’insegna della tavola è senza emblemi, perché il testo non ne descrive. Dante riconosce un’ombra (vv. 58-60), ma il poema non ne fa il nome.

Nel libro: Inferno III, La porta e l'Acheronte: gli ignavi e Caronte, p. 31

Tavola 6 · Inferno V, vv. 73-87

Francesca e Paolo nella bufera

I’ cominciai: «Poeta, volentieri
parlerei a quei due che ’nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggieri».75
Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».78
Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s’altri nol niega!»81
Quali colombe, dal disio chiamate,
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere dal voler portate;84
cotali uscir de la schiera ov’è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettuoso grido.87
Osserva la tavola

Nel secondo cerchio la bufera trascina i lussuriosi. Dante chiede di parlare a «quei due che ’nsieme vanno» (v. 74), e Virgilio gli suggerisce di chiamarli in nome dell’amore che li porta. Al richiamo, i due escono dalla schiera di Didone. La similitudine delle colombe, un paragone esplicito (vv. 82-84), porta nell’Inferno l’immagine del nido: il lettore si avvicina alla coppia prima di conoscerne la storia. La tavola non mostra colombe, perché segue la scena e non il paragone.

Nel libro: Inferno V, Il secondo cerchio: Francesca e Paolo, p. 45

Tavola 7 · Inferno XXVI, vv. 46-63

La fiamma a due punte

E ’l duca, che mi vide tanto atteso,
disse: «Dentro dai fuochi son li spirti;
ciascun si fascia di quel ch’elli è inceso».48
«Maestro mio,» rispos’io «per udirti
son io più certo; ma già m’era avviso
che così fosse, e già voleva dirti:51
chi è in quel foco che vien sì diviso
di sopra, che par surger de la pira
dov’Eteòcle col fratel fu miso?»54
Rispose a me: «Là dentro si martira
Ulisse e Diomede, e così insieme
a la vendetta vanno come a l’ira;57
e dentro da la lor fiamma si geme
l’agguato del caval che fe’ la porta
onde uscì de’ Romani il gentil seme.60
Piangevisi entro l’arte per che, morta,
Deidamía ancor si duol d’Achille,
e del Palladio pena vi si porta».63
Osserva la tavola

Dal ponte sull’ottava bolgia Dante vede una valle di fiamme, e ognuna nasconde un consigliere fraudolento: «ciascun si fascia di quel ch’elli è inceso» (v. 48). Una fiamma è divisa in cima, come quella della pira di Eteocle e Polinice (vv. 52-54). Dentro sono puniti insieme Ulisse e Diomede, per gli inganni della guerra di Troia (vv. 58-63). Nella tavola i corpi non si vedono. Poco dopo la fiamma parlerà «come fosse la lingua» (v. 89), lo strumento dell’inganno.

Nel libro: Inferno XXVI, L'ottava bolgia: Ulisse e il folle volo, p. 180

Ascolta

La lettura integrale dell’Inferno registrata da Pier per LibriVox, di pubblico dominio: ascoltala su Internet Archive.

La lettura segue un’edizione del 1816, non il testo del libro: alcuni versi possono differire da quelli stampati, per una parola o per l’ordine delle parole.